Il tempo senza smartphone

Non ho uno smartphone, né un i-pad. Me ne sono accorto sul serio un paio di mesi fa, in metro. Facendo un tratto piuttosto lungo, mi sono reso conto che ero l’unico a guardare gli altri.

Un attimo, però. Dileguiamo subito ogni possibile incomprensione: non sono un reazionario nemico della tecnologia e, nello specifico, nemmeno di smartphone e i-pad. Non escludo che li avrò, in un brevissimo futuro. Anzi, ne sono quasi certo. Ora però non li ho, perché non li ho comprati: per tempo, soldi, interessi, priorità diverse, è successo che sono finito in una minoranza in velocissima estinzione. E se in questa minoranza isoliamo gli individui tra i 18 e i 40 anni, faccio parte di una minoranza che è indicata solo dopo lo zero e la virgola.

Nella patologica velocità dei lavoratori milanesi, tutti compressi sulla linea rossa in attesa di essere vomitati a lavoro o a casa, mi sono sentito molto solo. Nei venti minuti circa di percorrenza, impostomi di non leggere libri (ma come si gusta un libro in un casino simile? Un libro è una cosa seria, e soprattutto, lenta), sono l’unico che, salvo qualche anziano, non ha nulla da fare. Col tempo, ho notato che non incrociavo sguardi, tutti concentrati su una tavoletta elettronica. E quando lo sguardo si alza, e mi vede, e mi guarda per un attimo, penso che stia riflettendo sulla prossima azione da applicare alla tavoletta. E infatti, subito torna su di essa.

Per quei venti minuti io vi guardo. E non sono neanche certo che ve ne accorgiate. Ho il piccolo privilegio di soffermarvi sui vostri vestiti, su come siete seduti, sui vostri capelli. Sulle espressioni, l’aria di alterigia o cordialità, sul vostro isolarvi per comunicare con gli altri. Ma non è un controsenso isolarsi per comunicare?

Ora forse lo è ancora, ma domani non lo sarà più. Appartengo ad una specie in estinzione, capace ancora di cercare la chiacchiera estemporanea (e qualche signora ancora mi permette queste incursioni), di stare in attesa con i suoi pensieri, spesso fastidiosi, nocivi, e di cercare nell’altro uno sguardo solidale.

Ho il piccolo privilegio di considerare venti minuti di “non fare” come un capitale, e non un’attesa tra un’azione e l’altra. Un capitale da spendere per tutte quelle cose che non puoi fare quando fai qualcosa. Rallentare il tempo, renderlo inesistente, abbassare il battito cardiaco, sentire il respiro, lasciare che paure e angosce arrivino ad insegnarci qualcosa (perché i poeti lo hanno sempre detto: dalla sofferenza arriva l’insegnamento). Ma non solo: non lasciare che persone e cose ci sfuggano proprio quando sono accanto. Quelle belle, che hanno in un sorriso, in una parola, in un “prego” la loro ricchezza. Atti di gentilezza continui e gratuiti che rifocillano l’anima del mondo.

Ecco, questa tavoletta può far perdere questo piccolo mondo, che prima era noto come mondo dominante. O reale, se preferite.

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3 thoughts on “Il tempo senza smartphone

  1. Anch’io senza smartphone a Parigi guardo la gente sui mezzi pubblici (nelle tratte più lunghe leggo). E a volte vorrei dire loro: quante cose vi state perdendo!

  2. io in viaggio ascolto musica e guardo il mondo con la colonna sonora che meglio gli si adatta….anzi, a dargli un suono diverso mi par quasi di renderlo migliore, più armonioso…. quattro anni per le calli e i ponti di venezia a ritmi rock e punk, tutte le volte che passo per milano il suono diventa anni ’80, a roma è tutto un mescolarsi di generi…il mio mp3 ha una playlist varia, anche se una volta giravo con il buon caro e vecchio walkman (a piacenza quando avevo 16 anni mi ci ha accompagnato lui, credo di aver ascoltato e riascoltato all’infinito i litfiba, zucchero e i nomadi)….il problema è che ogni tanto seguendo il ritmo della musica sbaglio svincolo, strada, uscita e mi perdo per ore…..ma almeno mi godo tutto quello che c’è intorno 🙂
    ora sono in cerca della musica perfetta per la germania e l’america…..forse mi porterò dietro un pò di blues e jazz..vivaldi per rilassarmi..e qualche brano nipponico e coreano (per dare a frankfurt ain mein quel brio di colore in più)…..

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