La prima di Sorrentino sui social network

Una volta un amico mi ha detto che facebook va inteso come l’evoluzione del bar dello sport: si parla di tutto, anche di cose serie, ma sempre con la leggerezza di un gruppo di amici al bar.
E’ più o meno vera, questa cosa. La leggerezza, ad esempio, sui social non c’è: lo schermo funge da scudo e spesso si è gratuitamente duri; i social poi permettono molta immediatezza e spontaneità. Al bar invece devi andarci, e intanto ripensi a quello che ti è successo, o che hai visto, e sarai più lucido. Di contro i social permettono uno sfogo subitaneo, perché rispondono in modo iper-veloce alla nostra domanda di condivisione (che io credo ci sia stata imposta, piuttosto che essere assecondata).

Ieri è andato in onda in chiaro il film vincitore del premio Oscar “La Grande Bellezza”, di Paolo Sorrentino, che io non ho rivisto perché non ho la tv. Ho seguito il film su facebook, grazie alle decine di commenti, allusioni, link, che sono piovuti sul social, tutti molto diversi per contenuto, qualità, ideologia, educazione.

Senza entrare nel merito del film, devo dire che quando l’ho visto la prima volta, mi è piaciuto. Pensai subito che fosse un film molto bello, ma forse non un capolavoro. Non mi sarei aspettato tanti premi, ma condivisi con alcuni amici che, di qui a vent’anni, avremmo avuto uno straordinario documento storico a disposizione, molto più bello di un registro contabile, ma non meno importante.

E’ incredibile quanto questo film abbia smosso l’opinione pubblica. E non mi riferisco tanto ai due macro gruppi “bello”, “brutto”; mi riferisco all’universo, quasi incalcolabile, delle motivazioni che ognuno ha trovato per definirlo “bello” o “brutto”. Motivazioni tutte a caldo, dettate dall’istinto del momento, dal clamore dell’Oscar e del film.
Tanto su facebook quanto sugli articoli on line, tutti parlano del film. Ognuno per motivi diversissimi (dal “che palle” alla critica più fine). Una riunione degli italiani plebiscitaria, che ha messo una nazione dinanzi a problemi che ha riconosciuto – anche nel più forte tentativo distruttore – essergli intimi dal suo voler partecipare al grande dibattito.

Il film non lascia indifferenti: ci chiede impegno civile, anche quello minimo del social, o minimissimo di questo post. Sorrentino sembra riuscire in un’impresa titanica: fotografare un momento che è vivo ed in fieri nella società italiana, che per una volta non appartiene ad un nostalgico passato – di cui noi italiani siamo schiavi – ma è l’ora, l’adesso, l’hic et nunc: per intenderci, non è il “Buongiorno Notte” o il “Piazza Fontana”, o anche “Diaz” di turno, tutti bei film ma che raccontano la storia italiana, anche recentissima e con le conseguenze ancora vive, come fosse ormai materia da archivio, col gusto della malinconia di un passato irripetibile.
Sorrentino riesce a parlare dell’oggi e non senza sbavature, senza generare una meraviglia che fa trascendere.
Ecco perché ho l’impressione che fra vent’anni parleremo di un capolavoro: perché avremo digerito il periodo, e i suoi principi saranno teorizzati quando non vi sarà più quella società che li rappresentava.

Certo potrei parlare dei dialoghi non perfetti, di una fotografia molto patinata, di una non-storia. Ma un film che parla di nulla, deve rappresentare il nulla di una pubblicità di Dolce&Gabbana, altrimenti fallisce.

Pare che Sorrentino abbia fissato un obiettivo e l’abbia raggiunto. Non era lo stesso obiettivo che altri avrebbero preferito, però il regista napoletano porta a casa un paese che ora parla di quel mondo che vive e vede ogni giorno, che lo logora da dentro, che ammala la politica come la società, imbrigliata in idoli demenziali e deleteri. Forse temiamo che i riconoscimenti internazionali non siano la prova di come siamo visti dall’esterno, ma di come siamo realmente dall’interno.

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Ci siamo avvicinati alla macerie di questo Paese molto più di quanto la politica o i crolli di Pompei siano riusciti a fare.
E’ questa la Grande Bellezza del film: essere uscito fuori dalle sale cinematografiche, ritornando alle stesse persone che lo hanno generato.

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4 thoughts on “La prima di Sorrentino sui social network

  1. Bravissimo, complimenti! è il commento più bello che ho letto sul film di Sorrentino. mi piacciono però anche le considewrazioni iniziali sui social e il bar sport: tutto oro colato. deco dirtelo: mi piaci proprio. Grazie

      1. Beh, grazie! Purtropo ultimamente mi becchi poco perché purtroppo devo curare la salute più che il lavoro. purtroppo. ma passerà. magari ci si incontra, prima o poi. se passi da Roma e ti va, fai un fischio. ancora bravo. C.

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