Le 5 tipologie di Archeologo sullo scavo

Il primo post del 2014 non poteva che approfondire i lati sociologici dell’archeologia, attingendo a piene mani dalle esperienze personali, e aiutandomi con quelle di amici a colleghi.
Seppur breve, perché ancora gli inizi, la mia esperienza di archeologo sul campo mi ha fornito i mezzi necessari per individuare queste cinque tipologie di archeologo, che popolano gli scavi mondiali, a prescindere dall’epoca e dallo strato.

1) L’Archeologo Trivellatore (Archaeologus Fodiens)

“Mi sono iscritto ad archeologia perché mi piace scavare”, sentenzia inturgidito nella sezione, con gli occhiali da sole, lo smanicato nero e il piccone saldo nelle mani, con lo sguardo sotto le lenti che vede altrove, algido.
Il trivellatore è il primo che si presenta sullo scavo, brandendo il piccone o il badile come un consumato capo unno. Da leader del gruppo, incita i suoi a perforare ora il tufo, ora il terreno alluvionale e l’argilla, ora l’humus. La documentazione “è roba da femminucce”, e attende che finiscano misurazioni e foto, ansioso di raggiungere l’unico scopo che domina la mente di questo tipo di archeologo: il paleosuolo.
Sul finire del tramonto è spesso allontanato a forza dai colleghi, mentre inveisce contro un blocco di grovacca che non riesce a scalfire, a cinque metri di profondità.

download
Ecco un tipico esemplare di Fodiens mentre sgretola un frammento di rilievo romano, facendo attenzione che nessuno lo veda.

2) L’Archeologo Misuratore (Archaeologus Misurator)

E’ l’alter-ego del Trivellatore. Se il primo è tendenzialmente maschile (ma non è detto, ci sono illustri esempi femminili), questi è essenzialmente femminile, essendo un lavoro che prevede coordinamento, precisione, e lucidità: tre cose che raramente fanno parte del bagaglio maschile.
Sotto il sole cocente, il Misuratore è aiutato da validi colleghi a tirare corde, fettucce, litigare con la bolla, a tenere il filo a piombo aspettando che si fermi, come un compianto Mosca che a Guida al Campionato azzardava improbabili pronostici col suo “pendolino”. Si aggira per lo scavo con chiodi, paletti e mazzuola in attesa di dare una misura alla sezione. Lo si trova spesso su scalini e sedie per cercare di fotografare l’US, aspettando, come un aruspice, la giusta congiunzione astrale per non far venire ombre nella foto.

281227_2039865471048_3786835_n
Un Misurator nel suo habitat naturale, mentre attende un cenno rassicurante dall’Archaeologus Pictor.

3) L’Archeologo Disegnatore (Archaeologus Pictor)

E’ compagno instancabile del Misuratore, e i ruoli sono spesso interscambiabili. Con la sua sediolina tripode e il cappello alla Sampei, traduce in segno gli incomprensibili dati del Misuratore. Lo si riconosce dalla cartellina e dal set da cartolaio, con matite tecnologiche di ogni durezza, fogli di precisione, righe e righelli, compassi e altro. Curvo nello scavo, con mano d’artista, riproduce in scala i fossi generati dal Trivellatore e misurati, con coraggio, dal Misuratore.
E’ più volte indaffarato a lavare i cocci di ceramica, che disegna avidamente e coccola con fare morboso, e nei casi più gravi arriva a parlarci.

wilfred-shawcross-drawing-archaeological-section-nsw
Una rampante leva dell’archeologia intenta a schizzare a mano – secondo la old school – la sezione dello scavo.

4) L’Archeologo Studioso (Archaeologus Magister)

Lo si riconosce subito nello scavo: ha lo sguardo terrorizzato. Ripete fra se e se “ma chi me l’ha fatto fa?” mentre tiene con una mano la trowel e con l’altra un secchio, senza capire quale usare prima e quale dopo. Occhialino sporco di terra, jeans giro-addome, polo che il papà smise di usare, per legge, nel 1988, è passato dal Rocci alla vanga in pochissimo tempo, credendo che l’Archeologo fosse uno tipo Mommsen, e non uno tipo un minatore.
Semi accasciato nella sezione, usa maldestramente il piccone, rimpiangendo i tempi in cui passava ore a datare un frammento di statua dal ricciolo del pube. Prova a dialogare con i colleghi disquisendo sulle sue ipotesi riguardo le cause della guerra greco-gotica, l’attribuzione della Costituzione degli Spartani e la veridicità delle imprese di Harold il Sassone.
Inascoltato, critica la decadenza dei costumi recitando “o tempora, o mores”, subendo spesso le angherie del Trivellatore.

552237_4881186994281_1875017743_n
Un esempio di Magister che si trascina nello scavo, subendo le invettive dei suoi superiori. Da notare lo sguardo mesto.

5) L’Archeologo Lavativo (Archaeologus Bivaccus)

Non c’è scavo senza un Bivaccus. Ha speso un capitale nell’attrezzatura, con ginocchiere in titanio e trowel in adamantio, che non userà mai. E’ ai margini dello scavo, o seduto a scavare fintamente, o a mantenere la palina come supporto al Misuratore. Ha un’autonomia di dieci minuti, prima che cerchi la fuga dai suoi doveri: “ragazzi, vado un attimo a bere/al bagno/a controllare una cosa/a fare una telefonata/ad aiutare tizio o caio”.
Mischiato in gruppi di lavoro più o meno folti, può passare inosservato per ore mentre riesce tranquillamente ad oziare.
Capace di prendersi pause e catalessi anche sullo scalino mentre fa una foto, non è raro trovarlo a dormire sfruttando un base di colonna e il soffice prato, o anche accoccolato nella carriola, con la scusa “ragazzi, vado a svuotarla io…”.

6103291126_356899755d_o
Un esemplare di Bivaccus in piena attività. Mentre la collega e l’amico azteco lavorano, questo tipo di archeologo approfitta delle pietre e del paziente cane come giaciglio, mimetizzandosi nello scavo.

*Attenzione: nessun animale è stato maltrattato per scrivere questo post, che ha rispettato l’ambiente e i criteri di legge in materia di emissioni gassose. Le persone ritratte si sono (quasi) volontariamente offerte nel concedere le loro foto, e colgo occasione per ringraziarle non solo delle foto, ma della loro amicizia.

Annunci

7 thoughts on “Le 5 tipologie di Archeologo sullo scavo

  1. Mio dio, giuro che stavo ancora ridendo da “5 buoni motivi per sposare un’archeologa”, e ora continuo con questo… you’re a fucking genius, caro alecocoale ti prego continua a scrivere, il mondo ha bisogno di sapere qual e’ il vero volto dell’archeologia, ragazzi bravi, preparati, che non si rassegnano alla brutta situazione e senza paura di fare autoironia. Questo e’ il volto buono dell’archeologia.

  2. Chapeau. La mia vocazione era di misuratore, adattata a disegnatore per via delle necessità imprescindibili dell’ “o metricubi o morte” anche se odio la ceramica. E ho una foto da lavativa eccezionale, in compagnia di un Fodiens. 😀 Good old times!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...